Cosmologie
ENGITA

COSMOLOGIE
Curated by Alessandro Riva

From 3 to 27 July 2025
Every day 10.00 – 13.00 / 17.00 – 22.00
Except 12, 17 and 30

VILLA BERTELLI – Sala Ferrario
Via Giuseppe Mazzini, 200
Forte dei Marmi

In collaboration with Galleria Liquid Art System

Cosmologie
A cura di Alessandro Riva

Dal 3 al 27 luglio 2025
Tutti i giorni 10.00 – 13.00 / 17.00 – 22.00
Esclusi 12, 17 e 30

VILLA BERTELLI – Sala Ferrario
Via Giuseppe Mazzini, 200
Forte dei Marmi

In collaborazione con Galleria Liquid Art System

Sara Forte o il ritmo segreto delle forme

In un tempo in cui gli steccati tra astrazione e figurazione, tra forma e materia, e anche tra le diverse e più varie discipline artistiche sembrano essere irrimediabilmente crollati, il lavoro di Sara Forte, eternamente sospeso tra una fortissima tensione all’astrazione (con molti riferimenti e retaggi all’astrazione storica e alle sue molte diramazioni secondo-novecentesche) e un afflato “astrale” e spirituale che sembra riportare in auge suggestioni e parole d’ordine che da oltre un secolo parevano quasi dimenticate, si propone come una mappa simbolica di grande impatto visivo e di fortissima coerenza formale, una sorta di scrittura automatica visiva che tenta di ricomporre i legami tra l’umano e il cosmo, tra la pulsazione intima della materia e l’architettura invisibile dell’universo.

Nei suoi quadri e nelle sue sculture – composte di curve, spirali, orbite ellittiche e cartigli fluttuanti – la geometria si fa corpo, la cosmologia diviene una forma di armonia interiore che ha molto a che fare con le nostre esperienze più intime e segrete, e la pittura si avvicina a una forma di inintellegibile mantra visivo: in un mix di riferimenti e citazioni latenti, che spaziano da certi esperimenti surrealisti, alle esperienze della pittura analitica, dell’arte concreta e della pittura nucleare, il gesto e la cifra stilistica di Sara Forte sembrano in realtà prendere la forma di un misterioso alfabeto arcaico, intimo e inconscio, che attraversa il tempo, la materia e la stessa forma rappresentata. Sara Forte ha costruito infatti nel tempo un suo linguaggio segreto, articolato e complesso, che rifugge dalla mera rappresentazione del reale e si sottrae alle suggestioni di una narrazione e di un’interpretazione univoche e chiare, ma non sfugge al senso profondo della creazione di simboli inesplorati, soglie, passaggi, forme di nuove armonie esistenziali.

Le sue cosmologie, i suoi arabeschi, i suoi arzigogolati ricami formali, le sue sculture enigmatiche e misteriose assumono il senso di riflessioni sul mistero stesso della vita e del tempo, sull’essere e sul divenire, sull’armonia che regge la nostra vita, i rapporti tra le persone e la stessa struttura dell’universo: nei cieli rarefatti e poetici della serie Kósmos, nelle sinusoidi che attraversano i supporti in silicio della serie Silex, nelle sculture in vetro che sembrano fossili di un imprecisato tempo futuro o immaginarie forme ancestrali di un tempo parallelo e di luoghi mai visti, tutto partecipa a un sistema in continuo mutamento, fragile ed eterno al tempo stesso. Il vetro si torce come fosse respiro, il segno si evolve come un codice genetico e il colore vibra in accordi che sono stati mentali e psicologici prima ancora che segni pittorici.

“L’arte”, ha dichiarato l’artista in un’intervista, “è per lo spirito ciò che il nutrimento è per il corpo. Attraverso l’arte ci uniamo a un’entità trascendente, respiriamo il suo ritmo e assimiliamo l’energia necessaria per il nostro rinnovamento spirituale. Una sorta di purificazione dell’interiorità che approda ad un più alto stato di elevazione”. In questo respiro si coglie forse il cuore pulsante e segreto dell’opera di Sara Forte: una forma di resistenza silenziosa alla dispersione del senso, una catarsi possibile che prende vita grazie intuizione, ritmo, colore, memoria antica e profonda della forma.

Alessandro Riva

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